Notizie · 31/10/2026
Gozzo usato: il fascino è garantito, il buono stato no
Aggiornato il 31/10/2026
Legno o vetroresina, entrobordo diesel, coperta in teak: il gozzo usato conquista al primo sguardo. Ecco la visita passo per passo per capire se è davvero in buono stato.

Gozzo usato: il fascino è garantito, il buono stato no
Il gozzo ha un vantaggio enorme su quasi tutte le altre barche: piace a tutti. Linee morbide, prua alta, quell'aria da porto del Sud che nessun motoscafo moderno riesce a imitare. Proprio per questo è anche una delle barche dove è più facile innamorarsi in fretta e controllare troppo poco.
Un gozzo ben tenuto può accompagnarti per decenni. Uno trascurato può trasformare la prima estate in una lunga stagione di cantiere. La differenza non si vede nelle foto dell'annuncio: si vede in visita, se sai dove guardare.
Qui sotto trovi la visita come la faremmo noi, passo per passo.
Prima di partire: legno o vetroresina?
La prima domanda da fare al venditore, già al telefono, è di cosa è fatto lo scafo. Il gozzo nasce in legno, ma oggi una parte importante dell'usato è in vetroresina, spesso con sovrastrutture e coperta in legno.
Non è una questione di gusto, è una questione di visita:
- Gozzo in legno. Più fascino, più carattere, ma anche più manutenzione e una visita che richiede un occhio esperto. Qui il perito, o un maestro d'ascia di fiducia, non è un'opzione: è la regola.
- Gozzo in vetroresina. Manutenzione più semplice e controlli simili a quelli di una qualsiasi barca in VTR, con un'attenzione in più alle parti in legno.
Chiedi anche dove si trova la barca e da quanto tempo. Un gozzo in legno fermo a terra da mesi racconta una storia diversa da uno che è rimasto in acqua tutto l'anno.
Passo 1: guarda la barca da lontano
Prima di salire a bordo, fai il giro dello scafo a qualche metro di distanza. Cerca la linea di galleggiamento: è dritta e pulita, o la barca sembra appruata, sbandata, seduta male? Un assetto strano può dipendere da pesi a bordo, ma anche da acqua in sentina o da problemi strutturali.
Poi avvicinati e guarda le murate in controluce. Ondulazioni, gobbe o zone che sembrano "rientrate" vanno annotate e fatte vedere al perito.
Passo 2: lo scafo, centimetro per centimetro
Se è in legno. I punti da osservare sono il fasciame e i comenti, cioè le giunzioni tra una tavola e l'altra. Attenzione a una cosa che molti compratori non sanno: un gozzo in legno lasciato a lungo a terra si asciuga, e i comenti si possono aprire. Non è automaticamente un difetto grave, ma significa che al varo la barca dovrà riprendere acqua prima di tornare stagna. Se la stai guardando in rimessaggio, chiedi come si è comportata all'ultimo varo.
Guarda anche le teste dei chiodi: aloni scuri, ruggine o legno gonfio intorno possono indicare una chiodatura da rivedere.
Se è in vetroresina. Cerca crepe a ragnatela, soprattutto vicino a passascafi, attacchi e spigoli, e bolle sull'opera viva. Sul tema dell'osmosi e su come valutarla trovi tutto nella guida dedicata: osmosi, scappare o trattare.
Passo 3: scendi in sentina
La sentina è il diario segreto di un gozzo. Porta una torcia e non avere fretta.
- Acqua presente. Un po' è normale su una barca in legno, ma chiedi quanta ne entra e in quanto tempo. Una pompa di sentina che parte di continuo è un campanello d'allarme.
- Ordinate e madieri. Sono l'ossatura della barca. Prova a premere con l'unghia o con un cacciavite, con il permesso del venditore: il legno sano è duro, quello marcio cede.
- Odore. Un odore forte di muffa o di legno umido racconta un'umidità che va oltre la normale vita di bordo.
Le zone più delicate sono quelle dove l'acqua dolce ristagna: sotto i gavoni, vicino agli attacchi delle bitte, sotto la coperta in prossimità delle falchette.
Passo 4: coperta e sovrastrutture
Molti gozzi hanno coperta in teak e tanto legno a vista: tientibene, falchette, cabina. È bellissimo, ma è anche il punto dove l'acqua piovana trova più strade per entrare.
Controlla i comenti della coperta, i tappi sopra le viti, la tenuta di oblò e osteriggi. Poi scendi sotto coperta e guarda il cielino e gli angoli della cabina: macchie scure e legno annerito vicino agli oblò sono infiltrazioni da non sottovalutare.
Passo 5: il motore e la linea d'asse
Il gozzo classico ha quasi sempre un entrobordo diesel, pensato per navigare con calma più che per correre. È uno dei suoi punti di forza, a patto che sia in salute.
Fatti accendere il motore a freddo e osserva fumi, rumori e vibrazioni. Poi guarda la parte che quasi nessuno controlla: la linea d'asse.
- Premistoppa. Deve gocciolare poco e in modo regolare in moto, e restare praticamente asciutto da fermo, a seconda del tipo installato.
- Asse ed elica. Gioco eccessivo, vibrazioni in navigazione o un'elica segnata meritano un controllo a terra.
- Supporti motore. Gomme cotte o crepate trasmettono vibrazioni a tutto lo scafo, che sul legno non fanno bene.
Passo 6: la prova in mare
Nessun gozzo si compra senza averlo provato. In acqua capisci se la barca è asciutta, se il motore tiene il regime senza scaldare, se la timoneria è morbida. Dopo la prova, riapri la sentina: è il momento in cui eventuali infiltrazioni si fanno vedere.
Per organizzarla bene, segui la nostra guida sulla prova in mare della barca usata.
Comprare in autunno: un vantaggio, se lo sai usare
In questa stagione molti gozzi sono già a terra. Per un compratore è un'occasione: puoi vedere carena, asse ed elica senza alaggio, e spesso il venditore è più disponibile a trattare. L'altra faccia della medaglia è che la prova in mare potrebbe slittare alla primavera, e un gozzo in legno a terra va valutato sapendo che si sta asciugando. Ne abbiamo parlato nella guida su come comprare una barca in rimessaggio.
In sintesi
Il gozzo usato è una delle scelte più belle che si possano fare nel mare italiano. Ma il fascino lo vedi in foto, lo stato reale solo in visita. Scafo, sentina, coperta, linea d'asse e prova in mare: se questi cinque capitoli tornano, hai trovato una barca che ti darà molte estati serene.
Guarda i motoscafi e i gozzi usati in vendita, oppure parti dalla patria del gozzo sorrentino con le barche usate in Campania.